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Foro stenopeico

Qualche giorno fa un amico mi fermò con la sua macchina fotografica munita di foro stenopeico.

Mi sono quindi informato, faccio un piccolo riassunto.

La tecnica di ripresa tramite Foro stenopeico non è altro che esporre una superficie fotosensibile (sensore digitale o pellicola/negativo) a una luce esattamente come nella fotografia cui siamo abituati, ma la luce non arriva tramite un obiettivo e tramite lenti, bensì tramite un piccolo foro.

Il foro stenopeico [wiki] trasmette la luce su una parete, dalla quale possiamo ricavare una immagine fotografica. Questa tecnica era usata già nel mondo arabo e nel rinascimento italiano, era definita Camera Obscura.

La singolare caratteristica di questa ripresa è che il fuoco è infinito (ricordo il mio post sulla messa a fuoco) poiché passando per un diametro minuscolo il circolo di confusione rimane accettabile per ogni momento dell’immagine composta.

Ovviamente con un diaframma simile (si parla di f/180 e ulteriori), sono necessari tempi di esposizione superiori a quelli cui siamo normalmente abituti. Ovviamente questo dipende dalla luce dell’ambiente, ma si parla di esposizioni superiori al mezzo secondo fino ad arrivare qualche decina di minuti. Il cavalletto diventa quindi obbligatorio, se non una superficie d’appoggio o perfino il pavimento.

L’immagine però non appare mai nettamente a fuoco e decisa, ma composta da cerchi di piccole dimensioni.

E’ un procedimento molto affascinante e dai risultati in alcuni casi soprendenti.

Approfondimenti:

http://www.pinholeday.org è una galleria. Il pinholeday (pinhole è il nome inglese del foro stenopeico) è una manifestazione in cui lo stesso giorno in tutto il mondo gli appassionati della stenoscopia scattano per mettere in mostra. E’ facilmente navigabile e si possono selezionare pure le varie città o nazioni dove è stato commesso la ripresa.

Ovviemente a questo punto a molti verrà voglia di provare questa tecnica che fra l’altro risulta poco costosa e facilmente DIY (fai da te, do it yourself).

Questa qui sotto è una descrizione di come produrre in poco tempo un foro stenopeico da montare sulla propria Canon digitale forando un normale tappo per montatura Canon:

http://www.camerahacker.com/EOS_Pin-Hole_Lens/index.shtml

Si possono anche costruire fotocamere in casa, in legno, scatole di pringles o qualsiasi contenitore adatto a essere bucato e fare da piccola camera oscura.

Esistono, inoltre, piccole aziende che producono già di loro fotocamere di ogni tipo. Una di queste è la Zeroimage.

http://www.zeroimage.com/web2003/EntryPage/entryFrameset.htm

Il costo di queste affascinanti fotocamere è ridotto, si va dai circa 80 euro ai 350 (a seconda del cambio del dollaro del momento).

Queste qui sotto sono fotografie scattate con le Zero image:

http://www.pinholeday.org/gallery/2008/index.php?id=493

http://www.pinholeday.org/gallery/2008/index.php?id=508

http://www.pinholeday.org/gallery/2008/index.php?id=515

http://www.pinholeday.org/gallery/2008/index.php?id=392

http://www.pinholeday.org/gallery/2008/index.php?id=116

In questa pagina trovate ulteriori risorse:

http://antonioamico.it/spip.php?article78

(sul suo sito trovate anche le sue camere fatte a mano).

Una cosa curiosa che si può fare in pochi minuti è praticare un piccolissimo foro in un foglio di carta argentata e guardarci dentro. Si può notare subito la possibilità di vedere un dito a pochi cm dall’occhio come lo sfondo all’infinito.

Per finire, questo è un mio contatto di flickr con foto molto belle.

http://www.flickr.com/photos/25105222@N02/

L’importanza del sensore in una Macchina fotografica digitale

Spesso, al momento dell’acquisto di una digitale, il primo fattore che si guarda è la quantità di pixel della camera espressa in “megapixel” – milioni di pixel.

Precisazione, un pixel è il “quadratino”, visibile solitamente solo quando ingrandiamo una fotografia, con determinati valori di colore (in fotografia solitamente la variante RGB, cioè le proporzioni dei colori rosso, verde e blu) che sommato a tutti gli altri compone l’immagine digitale nel suo complesso.

Questo oramai è sbagliato, come era sbagliato comprare un pc in base alla mera quantità di mhz serviti.

Infatti, a meno di casi eccezzionali, la quantità di megapixel forniti dalle fotocamere oggi sono già sufficienti per esprimere fotografia e ingrandimenti fino alle dimensioni A3 senza eccessivi problemi.

Sarebbero da valutare invece altri campi.

Ovviamente il software interno alla camera è importante, un sw migliore può portare migliori risultati finali, alla stessa maniera è importante l’ottica usata, ma soprattutto è importante la qualità del sensore.

Esistono attualmente pochi costruttori di sensori, e, fondamentalmente, due tipologie di sensori. CCD e Cmos.

Qui trovate un articolo molto particolareggiato che spiega dettagliatamente quale siano le caratteristiche e i risultati di ogni sensore.

Attualmente, per riassumere, i sensori migliori sono i Cmos usati sulle fotocamere reflex Canon (sensori costruiti dalla stessa Canon e ottimizzati per le sue fotocamere), seguiti dai sensori Sony montati sulle Nikon che ultimamente si sono portati anche essi al sistema Cmos provenendo dal sistema CCD (il CCD è un sistema sulla carta migliore e più costoso ma dai risultati pratici inferiori).

Il sensore CCD esprime una migliore definizione ed è normalmente considerato migliore per finalità scientifiche, il sensore Cmos una varietà di toni superiore, migliore versatilità e scalabilità, minore rumore ad alti ISO e minor dispendio di batterie.

Per mostrare chiaramente quale sia l’importanza di un rumore minore e cosa sia il rumore, ho estrapolato e tradotto una tabella da Dpreview

* Cliccare sulla immagine per ingrandirla

 

In fotografia digitale si può “spingere” la foto a definire immagini anche in condizione di poca luce come nella fotografia tradizionale, in molte fotocamere compatte questo avviene in maniera automatica.

È importante potere scattare con alti ISO per riuscire a far fotografie in situazioni di luce estreme, per esempio in notturna o interni, senza bruciare l’immagine col flash.

Il risultato è questo rumore (definiamolo pure disturbo digitale) che molto spesso si può vedere in foto realizzate con condizioni di luce bassa e in zone di colore monotono, in questo caso il cielo blu. Il rumore qui viene ulteriormente evidenziato nel canale rosso.

Questo disturbo è maggiore più la dimensione del singolo pixel sul sensore è piccolo, quindi più alto nelle digitali compatte che nelle reflex.

A volte si confonde il rumore digitale con la sgranatura degli alti ISO della fotografia tradizionale, è fondamentalmente un grosso errore.

Per terminare, quindi, non c’è una logica precisa, diciamo che il sensore nelle macchine digitali attuali fa una gran differenza e in caso di acquisto sarebbe forse il caso di guardare come questo sensore si comporta in caso di alti ISO: un sensore che si comporta bene ad alti ISO è senz’altro un buon sensore.

Per vedere tutto questo io vado su Dpreview, in questa pagina potete scegliere ogni tipo di fotocamera prodotta e controllare nella “full-review” troverete anche un confronto a vari ISO e situazioni con altre camere della stessa fascia di prezzo (esempio di Canon EOS 40D vs. Nikon D200 vs. Pentax K10D vs. Canon EOS 30D)

Inoltre questo è un ottimo modo fornito da Dpreview per metttere a confronto side-by-side i vari modelli.

Infine è bene ricordare che anche il miglior sensore su una macchina pensata male e con lenti di bassa qualità farà pessime foto.