Archivio per 27 Luglio 2008

L’importanza del sensore in una Macchina fotografica digitale

Spesso, al momento dell’acquisto di una digitale, il primo fattore che si guarda è la quantità di pixel della camera espressa in “megapixel” – milioni di pixel.

Precisazione, un pixel è il “quadratino”, visibile solitamente solo quando ingrandiamo una fotografia, con determinati valori di colore (in fotografia solitamente la variante RGB, cioè le proporzioni dei colori rosso, verde e blu) che sommato a tutti gli altri compone l’immagine digitale nel suo complesso.

Questo oramai è sbagliato, come era sbagliato comprare un pc in base alla mera quantità di mhz serviti.

Infatti, a meno di casi eccezzionali, la quantità di megapixel forniti dalle fotocamere oggi sono già sufficienti per esprimere fotografia e ingrandimenti fino alle dimensioni A3 senza eccessivi problemi.

Sarebbero da valutare invece altri campi.

Ovviamente il software interno alla camera è importante, un sw migliore può portare migliori risultati finali, alla stessa maniera è importante l’ottica usata, ma soprattutto è importante la qualità del sensore.

Esistono attualmente pochi costruttori di sensori, e, fondamentalmente, due tipologie di sensori. CCD e Cmos.

Qui trovate un articolo molto particolareggiato che spiega dettagliatamente quale siano le caratteristiche e i risultati di ogni sensore.

Attualmente, per riassumere, i sensori migliori sono i Cmos usati sulle fotocamere reflex Canon (sensori costruiti dalla stessa Canon e ottimizzati per le sue fotocamere), seguiti dai sensori Sony montati sulle Nikon che ultimamente si sono portati anche essi al sistema Cmos provenendo dal sistema CCD (il CCD è un sistema sulla carta migliore e più costoso ma dai risultati pratici inferiori).

Il sensore CCD esprime una migliore definizione ed è normalmente considerato migliore per finalità scientifiche, il sensore Cmos una varietà di toni superiore, migliore versatilità e scalabilità, minore rumore ad alti ISO e minor dispendio di batterie.

Per mostrare chiaramente quale sia l’importanza di un rumore minore e cosa sia il rumore, ho estrapolato e tradotto una tabella da Dpreview

* Cliccare sulla immagine per ingrandirla

 

In fotografia digitale si può “spingere” la foto a definire immagini anche in condizione di poca luce come nella fotografia tradizionale, in molte fotocamere compatte questo avviene in maniera automatica.

È importante potere scattare con alti ISO per riuscire a far fotografie in situazioni di luce estreme, per esempio in notturna o interni, senza bruciare l’immagine col flash.

Il risultato è questo rumore (definiamolo pure disturbo digitale) che molto spesso si può vedere in foto realizzate con condizioni di luce bassa e in zone di colore monotono, in questo caso il cielo blu. Il rumore qui viene ulteriormente evidenziato nel canale rosso.

Questo disturbo è maggiore più la dimensione del singolo pixel sul sensore è piccolo, quindi più alto nelle digitali compatte che nelle reflex.

A volte si confonde il rumore digitale con la sgranatura degli alti ISO della fotografia tradizionale, è fondamentalmente un grosso errore.

Per terminare, quindi, non c’è una logica precisa, diciamo che il sensore nelle macchine digitali attuali fa una gran differenza e in caso di acquisto sarebbe forse il caso di guardare come questo sensore si comporta in caso di alti ISO: un sensore che si comporta bene ad alti ISO è senz’altro un buon sensore.

Per vedere tutto questo io vado su Dpreview, in questa pagina potete scegliere ogni tipo di fotocamera prodotta e controllare nella “full-review” troverete anche un confronto a vari ISO e situazioni con altre camere della stessa fascia di prezzo (esempio di Canon EOS 40D vs. Nikon D200 vs. Pentax K10D vs. Canon EOS 30D)

Inoltre questo è un ottimo modo fornito da Dpreview per metttere a confronto side-by-side i vari modelli.

Infine è bene ricordare che anche il miglior sensore su una macchina pensata male e con lenti di bassa qualità farà pessime foto.

Tette della domenica – indovinate le tette

Ecco. Il post scemo della domenica è andato.

Tette misteriose

Tette misteriose

Un click sull’immagine per la dimensione reale.

La soluzione nel numero della prossima settimana.

TR2N

Tron è stato un film incredibile, dalla presenza quasi inesistente ai botteghini ma di una potenza suggestiva enorme.

Il "villain" di Tron, Sark

Tron (1982) è un film edito dalla Walt Disney ed è stato il primo film in assoluto in cui si parlava di computer e realtà virtuale.

Senza parlare troppo della trama del film, in Tron si fantasticava di un mondo parallelo dove i Programmi avevano una vita loro e vedevano i Creatori come seimidei (in inglese i nomi erano Program e User).

Quasi l’intero film si svolge all’interno di una rete di computer.

Il protagonista era un giovane Jeff Bridges.

Questa qui sotto è una delle scene più famose:

Il film (scheda imdb) fu realizzato tutto con tecniche di animazione innovative per il tempo, per lo più a mano, pochissima computer grafica e sondi dipinti. Fra gli art director troviamo Jean Giraud (conosciuto ai più col nome di MOEBIUS) e fra gli animatori un giovanissimo Tim Burton.

Bene, oggi è girato su internet questo piccolo assaggio, rubato, in cui si vede Jeff Bridges, le light-cycles e la presentazione di TR2N:

[edit filmato rimosso, lo trovate qui: http://gizmodo.com/5029479/tron-2-trailer-video-makes-pants-wet-worldwide ]