Archivio per 17 Luglio 2008

Super tette

Finalmente un titolo serio e un post ricco di volumi.

Gemma Atkinson è questa qui sotto.

Altre foto incredibili QUI oltre al solito Google images

Bene, per tanto tempo mi son chiesto se preferivo il culo o le tette.

La risposta era sempre: il culo.

Ora devo ammettere di star per compiere uno switch e passare dalla parte delle TEEEETTEEEEEEEEEEE

Merda, le tette son troppo divertenti. Mi fan ridere.

È vero, un bel sedere mi fa nascere di più la voglia di far sesso, ma con due tette come queste sopra puoi fare molte cose divertenti.

Dormirci sopra, spalmare unguenti, giocarci a calcio, tirare la pizza, inventarti magliette con testi buffi per farle gonfiare, farle rimbalzare, disegnarci sopra dei cazzi, chiederle di correre spesso, di prendere un libro sullo scaffale, farle sbattere sul box doccia, apparecchiarci sopra una cena, proteggere il continente, vincere le elezioni in Italia, coprire le amiche, trovare posto a tavola, diventare famosa e non fare un cazzo, fare un cazzo, un cazzo.

Ma la cosa che più vorrei vedere fare a questa Gemma Atkinson (ha una faccia?) è mettersi i braccioli e nuotare in piscina. Vi prego, se qualcuno SA di un video al riguardo mi mandi un messaggio di qualsiasi tipo.

 

 

 

 

 

Inoltre avrai sempre qualcuno o qualcosa disposto a reggertele.

Yahoo answer è il tumore del Web e il calendario Maya ha le tette finte ed è ritoccato a photoshop

Possibile che ogni volta che uno cerca qualche informazione importante (tipo “Come si coltivano malattie veneree” oppure “Come calcolare la fine del mondo in base al ciclo femminile”) su internet, sempre più spesso saltano fuori quegli invasati di Yahoo Answer che copiano/incollano le pagine di wikipedia per ottenere punti?

Sembrano i testimoni di Geova della rete, manca solo ti regalino Torre di Guardia.

La fine del mondo nel 2012? Il Calendario Maya utilizzato per non farci dormire e vendere più sigarette? Che titolo usare per attirare le ricerche su google? Su yahoo answer trovate tutto.

* Sì, questo post è inutile, quindi ci vuole Salma Hayek che si spoglia per motivi pretestuosi.

La reflex e la compatta

Provenendo dall’uso di macchine digitali compatte molti si stupiscono di alcune caratteristiche strane e effettivamente limitanti delle macchine Reflex.

La prima cosa che notano è: “Ma come è possibile che una macchinetta da 50 euro mi faccia vedere prima la foto nel monitor e una reflex che costa dieci volte tanto no?”. La cosa non è così semplice e comunque esistono svantaggi reali a questa caratteristica.

Infatti (a meno di funzioni live-view presenti in alcune macchine ultimamente), nelle reflex lo “scatto” lo vedi solo nel mirino (viewfinder).

Per spiegare il perché bisogna prima spiegare quale è la differenza fra una Reflex e una compatta.

Molti pensano che la differenza fra una Reflex e una compatta sia che nelle Reflex si possa cambiare l’ottica (obiettivo) mentre nelle compatte no.

Non è così. Esistono Reflex con obiettivi “saldati” e compatte con ottiche intercambiabili, anche se sono casi eccezionali (infatti rimane una soluzione particolare e non ottimizzata alle caratteristiche intrinsiche della macchina).

Allora cosa rende una Reflex differente da una macchina compatta?

Questa è la pagina Wikipedia

Schema di una fotocamera Reflex

Schema di una fotocamera Reflex

Come si nota dallo schema, la differenza è quindi che le Reflex, attraverso un sistema di specchi, manda al mirino (che è disassato rispetto al piano della pellicola) l’esatta immagine che poi verrà impressa su pellicola o sensore digitale.

Le macchine compatte tradizionali (non digitali), invece, hanno il mirino disassato di qualche centimetro e per l’effetto del parallasse l’immagine nel mirino risulta differente da quella poi nel sensore. Per capire, è come se si guarda un punto dietro a un dito e si cambia occhio, il punto si sposta.

Nelle macchine compatte di nuova generazione (digitali) esistono de facto due mirini, quello ottico e quello del monitor che sono differenti: nel mirino ottico (che quasi nessuno utilizza) esiste sempre il problema del parallasse, nel mirino digitale (il monitor) invece arriva l’immagine direttamente dal sensore risolvendo il problema. Risolto il problema del parallasse ne nascono però altri di uguale o maggiore entità.

Difatti per creare una immagine di anteprima nel monitor la compatta deve tenere acceso il sensore, aprire il diaframma come l’esposimetro richiede e al momento dello scatto resettare tutto per poi fornire un tempo di esposizione corretto al sensore e fornire una immagine adeguata.

Nelle reflex addirittura si dovrebbe alzare lo specchio davanti al sensore.

Questo fa sì che le compatte digitali abbiano quel fastidioso ritardo allo scatto di cui molti si lamentano. Ovviamente più una compatta è “veloce” più costa arrivando a prezzi fuori dal mercato classico delle compatte.

Un altro problema è che un sensore che lavora in continuazione una immagine da fornire a un monitor consuma molto più rapidamente una batteria. Infatti mentre una reflex con una batteria può fare quasi mille scatti (nonostante le mille impostazioni e regolazioni in più), le compatte soffrono di una usura enorme delle batterie ricaricabili.